"Lultima missione della Corazzata Roma"
Di
Agostino Incisa Della Rocchetta
Le Conclusioni della Commissione Tecnica
Arrivati a questo punto mi sembra utile riportare le conclusioni a cui giunse la Commissione Tecnica, presieduta dal C.V. Francesco Camicia, dopo aver raccolto le deposizioni dei naufraghi.
Effetti della prima bomba
Le avarie più importanti sarebbero state:
| avaria e allagamento delle caldaie n. 5 e n. 6; | |
| avaria e allagamento delle caldaie n. 7 e n. 8; | |
| avaria e allagamento delle motrici di poppa; | |
| avaria e allagamento dei locali limitrofi; | |
| caduta del gabbione del radiotelemetro sulla S.D.T. notturna m.c. e sul compl. n. 1 da 90; | |
| avarie alla batteria da 90 di dritta. |
Effetti della seconda bomba
Secondo le risultanze dell'indagine tecnica, la seconda bomba sarebbe scoppiata nel locale motrici di prora; questo spiega perché l'inizio della deflagrazione del deposito dei m.c. di prora si attardò di una decina di secondi almeno; di conseguenza si ebbe:
| avaria e allagamento delle motrici di prora; | |
| deflagrazione del dep. munizioni della torre n. 2 g.c.; | |
| probabile deflagrazione del deposito munizioni della torre n. 1 g.c.; | |
| proiezione in mare della torre n. 2 g.c.; | |
| abbattimento verso prora e verso dritta del torrione; | |
| allagamento dei depositi sopracitati; | |
| imponenti incendi nel settore prodiero della nave; | |
| interruzione della corrente elettrica a tutta la nave; | |
| notevole menomazione dell'altezza metacentrica [elemento determinante della stabilità della nave - N.d.A.]. |
La galleggiabilità e la stabilità vennero minorate dallo scoppio della prima bomba per effetto dell'allagamento delle motrici di poppa, dei locali caldaie di poppa, di alcune celle di bilanciamento, di alcune controcarene e intercapedini.
Lo sbandamento conseguente fu ridotto con l'allagamento effettuato dal servizio di sicurezza delle celle di bilanciamento di sinistra.
All'arrivo della seconda bomba, la nave aveva solo 2° di sbandamento a dritta, però l'altezza metacentrica era già menomata per i numerosi locali in comunicazione col mare e per i locali allagati parzialmente, anche se non in comunicazione col mare.
Dopo la seconda bomba la situazione peggiora: nuovi livelli liberi,~ abbattimento del torrione a dritta.
Finché la deflagrazione non creò sfogo, la conseguente pressione nei locali messi in comunicazione col mare dallo scoppio della bomba, contrastò l'allagamento. Successivamente si creò una via di sfogo e questo fatto può aver facilitato il risucchio dell'acqua.
La nave accennò a stabilizzarsi con il trincarino a cm 50 dall'acqua e con un'inclinazione di 10-12°; il movimento di rotazione riprese lentamente per probabili infiltrazioni nei locali di dritta ancora integri. In 4-5 secondi il trincarino andò a cm 70 sott'acqua [a poppa, naturalmente, ove la nave era più bassa - N.d.A.]. Allora la velocità di rotazione aumentò, probabilmente per via di altri locali entrati in comunicazione col mare, il che provocò una progressiva diminuzione della stabilità della nave, fino ad annullarla, provocando cosi il capovolgimento.
Appena capovolta, la nave si ruppe nella zona colpita dalla seconda bomba, cimentata sia dallo scoppio della bomba, che dalla deflagrazione dei depositi, che dal carico di allagamento. Le sollecitazioni si invertirono: i ponti superiori, che avevano lavorato per compressione, vennero a lavorare per tensione e cedettero; tutti gli altri collegamenti già gravemente cimentati, si ruppero di conseguenza.